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Scritto da Stemolesto   
sabato 12 giugno 2004

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Ultimo aggiornamento ( giovedì 02 ottobre 2008 )
 
Addio Insubria!
Scritto da Administrator   
venerdì 05 febbraio 2010
DA ROMA: PREPARATE LA VASELLA, VE FAREMO PIAGNE 'R CULO!
 

Università dell'Insubria,il ministro boccia Como

da "La Provincia" del 9-1-2010

 COMO Facoltà di Scienze con l’acqua alla gola: nessun salvagente da Roma. Anzi, rispondendo a un’interrogazione del senatore comasco Alessio Butti, il ministro Maria Stella Gelmini sposa la linea del rettore Renzo Dionigi, ovvero quella che ha portato alla soppressione di due corsi di laurea attivi nella sede lariana, Informatica e Scienze dei beni culturali, e al trasferimento di otto docenti da Como a Varese.
A riferire l’esito negativo dell’appello al ministro è lo stesso parlamentare del Pdl, che tuttavia si è riservato di divulgare la risposta della Gelmini soltanto tra qualche giorno, per tentare nel frattempo di "addolcire la pillola" attraverso ulteriori confronti con i vertici del ministero. Nell’attesa, il senatore Butti rilancia la palla agli enti locali. «Ci si deve interrogare sul futuro di Univercomo - afferma - che drena risorse non indifferenti, 100mila euro all’anno soltanto dal Comune di Como, utilizzate per lo più per pagare consulenze che producono studi e progetti. Ma adesso è il momento di passare dalle parole ai fatti». Butti si riferisce in particolare alla necessità di recuperare terreno rispetto al polo varesino. «Como si è aggiunta Varese, dove l’università già esisteva da un maggior numero di anni, per costituire l’ateneo autonomo dell’Insubria. La legge istitutiva di quest’ultimo raccomandava un equilibrato sviluppo delle due sedi, ma mi pare evidente che non sia stata rispettata. A questo punto, o si cambia la legge, oppure il territorio si deve far sentire». «Attendo risposte», conclude Butti, che però non vuol sentir parlare dell’incapacità di «fare squadra» di cui Como viene accusata da più parti. «In questo caso - dice - la squadra c’è e si chiama Univercomo, solo che non ottiene risultati». Insomma, oltre al futuro della facoltà di Scienze, a rischio di sopravvivenza secondo quanto più volte ribadito dal suo preside Stefano Serra Capizzano, Butti mette sul piatto anche quello di Univercomo. E non risparmia una frecciata ai parlamentari del Carroccio, che il mese scorso avevano diffuso un comunicato stampa in cui difendevano i vertici accademici. «Non mi sta bene dire "va bene così", come hanno fatto i colleghi leghisti - afferma il senatore del Pdl -. Stiamo andando contro la legge istitutiva dell’Università dell’Insubria. La razionalizzazione, prevista dalla normativa nazionale, va attuata con equità tra i due poli dell’ateneo e spiegandone chiaramente la ratio».
È proprio l’adeguamento ai parametri ministeriali l’ostacolo che rischia di diventare letale per la facoltà di Scienze di Como. «Secondo le stime del ministero - osserva Butti - il 30% dei corsi universitari dovrà essere soppresso. Sono il primo ad essere d’accordo che si debba tornare a un’università di altissimo livello didattico, altrimenti è inutile lamentarsi se a Cosenza ingessano il braccio sbagliato a una bambina, o se a Como un chirurgo fa morire sei-sette persone». Ma non nasconde, il senatore, di essere «molto preoccupato» per le conseguenze che questa razionalizzazione avrà sul polo comasco dell’Insubria.
Butti non entra nel merito delle polemiche che hanno investito il rettore Renzo Dionigi e il suo vice Giorgio Conetti dopo la decisione, votata dal Senato accademico ai primi di novembre, di approvare il trasferimento dei docenti da Como a Varese, con conseguente taglio dei corsi di Informatica e Scienze dei beni culturali, solo in parte compensato dallo sdoppiamento su Como di quello in Scienze della comunicazione, che però non è gradito agli enti territoriali. «Non dimentichiamoci l’autonomia universitaria - sottolinea Butti -: se un "barone" decide la linea e il Senato accademico la approva, c’è "poco da sfogliar verze", come si suol dire».
Pietro Berra

 
 
Censura sul web
Scritto da Administrator   
giovedì 04 febbraio 2010
 
 01/02/2009 - 08:35 Redazione in Attualita'

Caserta - Il 20 gennaio il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.l. 733) e, tra gli altri, un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (Udc) identificato dall’articolo 50-bis: ”Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. Il testo diventerà l’articolo numeo 60. Il senatore Gianpiero D’Alia (Udc) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della Casta. In pratica, in base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i 'providers' dovranno bloccare il blog.

Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per
l’apologia di reato, oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.

Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta. In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, YouTube e 'tutti i blog', che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una 'media company' ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa 'media company', guarda caso, è Mediaset.

Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una Commissione contro la pirateria digitale e multimediale, che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al 'pacchetto sicurezza' di fatto rende esplicito il progetto del Governo di 'normalizzare' con leggi di repressione Internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non riescono più a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa. Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet, in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.

Occorre dare la massima diffusione a questa notizia per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli Italiani, perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema puramente dialettico.
 
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  • stemolesto : GRAZIE A TUTTI X IERI SERA RAGAZZI! DATEMI UN PO' DI TEMPO E VI PUBBLICO LE FOTO!
  • Stemolesto : Ok ragazzi ci vediamo stasera!
  • Stemolesto : X Andrea: manda una mail da "contatti" con i nomi che vi metto in lista!
  • andrea : raga mi servon3o4 biglietti si devono prenotare o si pox prendere all entrata??
  • stemolesto : Dear Silvia, se mi mandi una mail con i nomi o ti iscrivi alla lista Facebook è meglio!
  • silvia2 : grazie a man on the, penso che il pass all'andata ce l abbiamo, x tornare invece no.. come ti riconosco? grazie ciao silvia
  • man on the : se vuoi vi carico io :)
  • silvia 2 : vorrei sapere se c'è qlcn che parte da como o da camarlata, perchè io e una mia amica non abbiamo il passaggio ... al massimo qlcn a tornare c'è? fatemi sapere ciao

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